Psicoterapia con bambini ed adoloscenti

Psicoterapia con bambini ed adoloscenti

Se c’è qualcosa che desideriamo cambiare nel bambino,
dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa
che faremmo meglio a cambiare in noi stessi
– C. G. Jung

La Psicoterapia con Bambini e Adolescenti consiste nell’aiutarli a superare:

  • un momento di difficoltà con le proprie emozioni
  • un comportamento particolare (non dorme, non mangia, non parla, si isola, ecc..)
  • un evento stressante (un cambiamento importante, la perdita di una figura cara, la separazione dei genitori, ecc…)

Il primo colloquio è di tipo conoscitivo con entrambe i genitori dove viene esposto il problema e valutato se intervenire sul bambino o sull’adolescente, sulla coppia genitoriale o sul singolo genitore.

In tutti i casi i genitori saranno parte attiva della terapia al fine di intervenire sulle modalità genitoriali che possono amplificare le difficoltà e i disagi manifestati dai bambini o dagli adolescenti e individuare modalità efficaci per gestirli.

Quando lavoro con i bambini, generalmente, non uso la terapia della parola, ma quella del gioco poiché è il loro linguaggio principale. La comunicazione si crea all’interno della casa delle bambole, mentre facciamo un disegno, raccontiamo una storia ecc..
Giocando con i bambini si crea la relazione, loro ci sentono “alla loro portata”, si fidano, si aprono e magicamente raccontano i loro conflitti, si liberano dalle angosce, si conoscono meglio, aumenta la loro autostima e il loro benessere. Questo tipo di terapia richiede molta pazienza e delicatezza i bambini hanno bisogno di tempo, loro non sanno di star male, sentono solo tanta confusione dentro. Una volta trovata la strada giusta si lasciano andare e senza tante difese si lasciano aiutare.

L’infanzia è il suolo sul quale andremo a camminare per tutta la vita.
– L. Luft

La Terapia con gli Adolescenti, invece, è un mix di gioco e parole. Loro si trovano in una fase in cui non sono più bambini e non sono ancora adulti, quindi, bisogna offrirgli degli strumenti che gli consentono di affrontare questo passaggio in modo graduale e famigliare.
Il paziente adolescente rappresenta un caso molto particolare d’intervento psicologico; esso mostra livelli motivazionali fluttuanti dovuti al particolare momento evolutivo che sta attraversando. Il terapeuta non sempre viene accettato dall’adolescente come figura in grado di sostenere e aiutare, al contrario viene ricoperto di paure e angosce arcane.
In terapia l’adolescente mette in atto gli stessi atteggiamenti che usa con gli adulti: si oppone, si nega, finge in modi più o meno espliciti.
Alla luce di tutto ciò, con gli adolescenti in terapia uso delicatezza e calma ma anche con confini ben definiti e autorevolezza. Hanno bisogno di essere ascoltati e capiti per esprimere il loro disagio e trovare la loro strada.

Quella fase precaria dell’esistenza che è l’adolescenza,
dove l’identità appena abbozzata non si gioca come nell’adulto
tra ciò che si è e la paura di perdere ciò che si è,
ma nel divario ben più drammatico tra il non sapere chi si è
e la paura di non riuscire a essere ciò che si sogna.
– U. Galimberti