L’aggressività nei bambini

L’aggressività nei bambini

L’aggressività è un comportamento sempre presente nell’essere umano, la troviamo nel neonato, nell’adolescente e nell’adulto. Cambiano i modi e gli strumenti con i quali si manifesta ma di base nasconde una difficoltà di comunicazione e ascolto dei propri bisogni.

Ho messo insieme una serie di consigli e spunti sui quali riflettere chiedendo ad una Pediatra (la Dott.ssa Lidia Meli), alle titolari dell’asilo Fate e Folletti con esperienza diretta sul campo dell’educazione (Claudia Polizzi, Vania Foletto e Ilaria Moriconi) e poi ci sono i miei consigli in qualità di Psicologa dell’Età Evolutiva.

La Pediatra spiega l’aggressività in questo modo: molto spesso i genitori dei miei giovani pazienti mi chiedono una medicina per calmare il proprio bambino perché aggressivo e ingestibile. Io, in questi casi, non prescrivo nulla poiché credo che il bambino abbia solo bisogno di essere ascoltato e calmato dai propri genitori. Nessuna medicina, in questa situazione, funziona più di un abbraccio, di un ascolto attento delle emozioni del proprio bambino, di una passeggiata o una chiacchierata. Questo rende i vostri figli più felici e meno aggressivi e voi genitori meno stressati, più autentici e in grado di creare una base sicura.

Le Educatrici spiegano l’aggressività nei seguenti modi:

– per il nido (Vania Foletto e Claudia Polizzi): l’aggressività nei bambini può manifestarsi già nel primo anno di vita attraverso pianti, morsi e graffi. Le motivazioni possono essere molteplici: attirare l’attenzione o comunicare un fastidio fisico. In questi casi consigliamo prima di tutto una visita dalla pediatra per accertarsi che non vi sia nessun malessere fisico e successivamente di concentrarsi per passare del tempo di qualità con i vostri piccoli per rassicurarli e calmarli. Ricordatevi sempre che un comportamento aggressivo fa parte del normale sviluppo di tutti i bambini e che può coincidere con lo spuntare dei primi dentini o con un cambiamento, anche piccolo, delle attività quotidiane.

per la materna (Ilaria Moriconi): l’aggressività nei bambini più grandi è molto più complessa. Essa si manifesta attraverso: pugni, lancio dei giochi, dispetti, ecc… Le motivazioni possono essere: il distacco dalle figure di riferimento, la “confusione” che si crea in una classe di scuola materna, l’ansia da prestazione, l’insicurezza, il timore di non capire il programma didattico che nella scuola materna è molto più complesso, ecc… In questi casi consiglio di non sgridare mai il bambino ma di capire prima di tutto il motivo che li porta a compiere tali gesti, d’intuire l’emozione sottostante e rimandarla al bambino (esempio: non dire “come mai hai morso?” poiché i bambini non sono in grado di spiegarlo, dire piuttosto “ti vedo arrabbiato, anche a me capita di esserlo ogni tanto, vieni facciamo qualcosa per calmarci). Nella mia esperienza come educatrice mi è capitato più volte di vedere un comportamento aggressivo nei bambini quando vedono un compagno andar via prima di lui, in questi casi mi fermo un attimo a coccolarlo e rassicurarlo. Ho portato questo esempio per farvi capire come dietro un comportamento aggressivo vi è sempre una spiegazione. D’istinto siamo portati subito a rimproverare il bambino (in molti casi questo è giusto poiché non devono né picchiare né mordere né lanciare), ma sarebbe più corretto fermarci un attimo, osservarlo e capire cosa gli sta passando per la testa. Un’educatrice attenta che conosce il bambino e la sua storia SA COME FARE!

La spiegazione dal punto di vista psicologico: Winnicot, noto psicoanalista e pediatra, sostiene che “crescere è un atto aggressivo” basta vedere come i bambini si muovono verso un bel gioco come lo afferrano con grinta e come si ribellano quando qualcuno vuole portarglielo via. L’aggressività, quindi, è innata in ogni bambino come stimolo alla sopravvivenza. Essa è “sana” quando è limitata nel tempo e nello spazio, diventa “disfunzionale” quando si protrae per lungo tempo e quando diventa frequente. In questi casi sarebbe opportuno fermarsi e valutarla. Non sempre si manifesta con morsi, schiaffi, ecc.. avvolte è celata (il bambino non parla, si isola e spesso triste), altre volte è indirizzata verso se stessi (il bambino morde se stesso, i propri indumenti, compie gesti scattossi, piange, “mangia le unghie”, ecc..).

I Motivi possono essere diversi:

  • manifestazione d’attenzione:i bambini sentono i genitori troppo impegnati fisicamente (tra lavoro e impegni vari), mentalmente (pensieri o preoccupazioni varie), emotivamente (tristezza, insoddisfazione, rabbia, ecc..);
  • non riescono a comunicare le proprie emozioni: la rabbia esprime tutta la loro confusione ed esplosione emotiva;
  • sono stanchi e stressati: ai bambini ogni giorno viene richiesto tanto e spesso i genitori si dimenticano che sono piccoli e hanno bisogno di relax;
  • avvertono dei cambiamenti in famiglia: sia grandi (lavoro, traslochi, lutti), sia piccoli (un cambiamento nella quotidianità anche piccolo es. una variazione di orario lavorativo dei genitori);
  • avvertono rabbia, tristezza o insoddisfazione nei genitori: anche se sono piccoli vivono in famiglia e sentono tutto ciò che accade.

Cosa fare?

  • mantenere la calma: sopratutto all’inizio, non possiamo rispondere all’aggressività con altra aggressività;
  • vedere se ci sono stati dei cambiamenti: e tornare alla normalità, nel limite del possibile, oppure spiegare ai bambini cosa è successo e dare loro tutto il tempo per metabolizzarlo;
  • riconoscere e comunicare le proprie emozioni: questo lavoro vi consentirà di conoscervi meglio e aiutare i vostri piccoli nel conoscersi meglio;
  • ascoltarli e passare del tempo AUTENTICO con loro: li calmerà, rassicurerà e creerà una relazione forte;
  • offrire degli strumenti per scaricare la rabbia: pugni sul cuscino, corsa veloce, scarabocchi, ecc…;
  • saper gestire la vostra rabbia: solo così potrete accettare la rabbia nei vostri bambini altrimenti reagirete non ascoltandola oppure  arrabbiando con loro. Invece, la rabbia è un emozione normale al pari della gioia e della felicità, tutti si arrabbiano. Basta saperla gestire in modo consapevole ricordandosi sempre che va espressa e non repressa.

 

Leggete questi consigli con molta attenzione e per qualsiasi domanda o dubbio potete contattare me; 

La Pediatra Dott.ssa Meli Lidia M. C. al numero 329 285 3694 (riceve per appuntamento a Pomezia)

Le Titolari dell’ASILO FATE E FOLLETTI (Claudia, Vania e Ilaria) in via Stradivari 9, Aprilia. 0690230658.