Come rendere forti i figli? -parte uno-

Come rendere forti i figli? -parte uno-

Questa è la domanda che mi viene posta dalla maggior parte dei genitori.

E’ la loro prima preoccupazione poiché un giorno dovranno lasciarli soli nel mondo e vogliono lavorare bene per prepararli adeguatamente ad affrontare tutte le situazioni che si presenteranno nella loro vita.

Di seguito vi propongo delle linee guida da seguire che vanno bene per ogni coppia genitoriale:

  • Conoscersi: prima di ogni altra cosa il genitore DEVE conoscersi. Sapere i propri punti di forza e di debolezza significa avere una base sicura dalla quale partire per riuscire a trasmettere tutto quello che si vuole ai propri figli. Consiglio sempre ai genitori il seguente esercizio: prendere un diario e scrivere le vostre qualità e le vostre mancanze, sia da soli sia con l’aiuto del partner. E’ un ottimo esercizio per conoscersi e conoscere l’altro. Un genitore che si conosce è un genitore con un alta autostima e un forte senso di autoefficacia. Questi due aspetti sono gli ingredienti che faranno di voi un ottima base sicura per i vostri figli. Avere una base sicura per i vostri figli significa avere un supporto efficace per la crescita. Un punto di partenza dal quale partire per affacciarsi al mondo e al quale tornare ogni volta che ne sentono il bisogno.
  • Elaborare gli eventi negativi della propria vita: prima di essere genitori ogni persona è un uomo e una donna con la propria storia, il proprio vissuto e le proprie emozioni. Se vi sono stati degli eventi negativi non elaborati questi si fisseranno nel corpo e nella mente creando dei blocchi che piano piano diventeranno delle barriere nella relazione con i propri figli poiché renderanno il genitore poco autentico. Esempio: se un genitore non ha elaborato un lutto, una separazione o un rapporto conflittuale con le proprie figure di riferimento vivrà le seguenti emozioni: rabbia, tristezza, frustrazione, paura, ecc.. Se queste emozioni non vengono elaborate vi posso essere due rischi: 1) il figlio diventerà il contenitore di tutte queste emozioni; 2) si creerà un relazione non autentica poiché il genitore sarà sempre inconsciamente bloccato in quella emozione.
  • Riconoscere ed esprimere le proprie emozioni: fermarsi, ascoltarsi, riconoscere le proprie emozioni, le proprie sensazioni e i propri pensieri non è una perdita di tempo (come oggi giorno la società vuole farci pensare). Fare questo tipo di lavoro significa,  coccolarsi, prendersi cura di se stessi, avere un rapporto intimo con noi stessi (come si fa ad avere complicità con gli altri se prima non l’abbiamo con noi stessi?). Provate a fare questo esercizio almeno 2-3 volte al giorno: fermatevi 5 minuti e ascoltatevi, sentite il vostro respiro, percepite le vostre sensazioni corporee e riconoscete le vostre emozioni. Questi strumenti vi faranno entrare in relazione con voi stessi e di conseguenza vi faranno avere un rapporto autentico con i vostri figli…

-continueremo nel prossimo articolo con altri consigli-