Come gestire le emozioni nei bambini -parte 2-

Per aiutarvi a famigliarizzare con le emozioni vorrei farvi capire prima di tutto come si sviluppano e come si dividono.

Come si sviluppano e si evolvono le emozioni?

. 0-2 mesi: reazioni sensorio-affettive: le emozioni sono delle semplici reazioni fisiologiche (positive e negative: interesse e disgusto ecc.. ) servono per comunicare i bisogni e stabilire un contatto con la figura di accudimento.

. 3-9 mesi: reazioni percettivo- affettive: il bambino sviluppa un’attenzione più specifica verso persone e oggetti ed inizia a provare sorpresa, collera, paura.

. 9-24 mesi: reazioni cognitivo affettive: il bambino acquista maggiore consapevolezza di sé e dell’ambiente ed inizia a provare timidezza, colpa, vergogna.

. dai 24 mesi: regolazione delle emozioni: il bambino impara a modulare le proprie emozioni in accordo con le regole sociali.

Come si dividono le emozioni?

. Primarie o di base: rabbia, paura, tristezza, gioia, disgusto, sorpresa. Queste emozioni sono innate e universali.

. Secondarie: invidia, vergogna, ansia, gelosia, perdono, nostalgia. Queste emozioni si sviluppano dalla combinazione delle emozioni primarie con la crescita dell’individuo e le interazioni con l’ambiente

Come riconoscerle nei bambini?

Prima di imparare a riconoscerle nei bambini dobbiamo riconoscerle in noi stessi. Fermarci, ascoltare il nostro corpo e sentire che emozione prova nel qui e ora. Solo famigliarizzando con le nostre emozioni possiamo aiutare i bambini a riconoscere le loro. Vi lascio il link dell’articolo che spiega le emozioni degli adulti https://tizianarealipsicoterapeuta.it/come-gestire-le-…ambini-parte-uno/

Prima di lasciare la parola alla Dottoressa Francesca Carcione (Psicologa ed esperta in Neuropsicologia) che ci spiegherà le emozioni dal punto di vista neuropsicologico voglio offrirvi uno strumento. Provate a disegnare insieme ai vostri figli un cartellone con le 4 emozioni principali: paura, rabbia, tristezza e felicità, e almeno una volta al giorno dite come vi sentite e il perché (così come facciamo al laboratorio di Arteterapia). Questo esercizio vi sarà molto utile per conoscere voi stessi, conoscere i vostri figli, creare una relazione forte e duratura, rilassarvi, imparare a condividere ed ascoltare.

Continuiamo il discorso con la dott.ssa Francesca Carcione.

In questo mio intervento vi spiegherò cosa sono le emozioni e cosa succede al bambino quando le prova.

Le emozioni sono spesso definite come uno stato complesso di sentimenti che si traducono in cambiamenti fisici e psicologici che influenzano il pensiero e il comportamento.

La neuropsicologia ci spiega che esiste una parte del nostro sistema nervoso, “la corteccia prefrontale”, che verifica le emozioni e ci permette di padroneggiarle.

L’adulto, grazie allo sviluppo di questa parte del sistema nervoso, riesce a gestire gli impulsi e a riflettere; il bambino no, perché il suo cervello è in fase di crescita e ha bisogno del genitore per farlo.

Nei primi anni di vita le emozioni che il bimbo possiede sono semplici (felicità, tristezza, rabbia, paura e disgusto).

Se la corteccia prefrontale subisce alterazioni in questa fase della crescita attraverso le continue riprese e i ripetuti no da parte dei genitori, è possibile che non si verifichi un regolare sviluppo emotivo del bambino.

Per aiutare vostro figlio nella crescita emotiva, il consiglio che posso darvi è quello di comprenderlo ed aiutarlo a definire le emozioni, anche quelle che noi pensiamo essere negative (tristezza, paura, rabbia).

Studi specifici hanno dimostrato che dare un nome alle emozioni ha un effetto rasserenante sul sistema nervoso dei bimbi e aiuta a superare i disagi.

Nel pratico: se vostro figlio torna a casa dopo scuola un pò triste, non accantonate questo suo stato d’animo dicendo “non è successo niente dai, fammi un bel sorriso”, ma approfondite quello che è successo cercando di capire da dove proviene questo suo disagio.

In questo modo darete il nome all’emozione che prova vostro figlio.

Mi viene in mente il film di animazione “Inside Out”, di cui vi ho proposto la visione nel primo articolo.

Nel film emerge l’importanza di dare dignità a tutte le emozioni, in particolare alla tristezza.

Nel cartone è questa emozione la protagonista; proprio grazie alla presa di coscienza di questo sentimento avviene una crescita emotiva per Riley (la bambina) ed una crescita educativa per i suoi genitori.

Ogni emozione ha una sua funzione. È questa la scoperta che fanno i genitori di Reily nel finale del cartone.

Concludo questo mio breve intervento, proponendovi un gioco che potete fare con i vostri figli, magari durante queste vacanze natalizie, che chiameremo “Indovina l’emozione”.

La Dott.ssa Tiziana Reali, alla fine del suo intervento, vi ha proposto di disegnare le emozioni su di un cartellone; se volete potete ritagliarle e fare delle vere e proprie “carte delle emozioni” in cui raffigurate le emozioni “semplici”:

  • felicità
  • tristezza
  • rabbia
  • paura
  • disgusto

Dopo aver creato insieme ai vostri bimbi queste carte si può iniziare il gioco vero e proprio:

  • Si dispone il mazzo sul tavolo;
  • A turno, ogni giocatore pesca una carta senza farla vedere;
  • Ogni giocatore mima una scena realmente accaduta associabile all’emozione;
  • Gli altri giocatori cercano di indovinare di quale emozione si tratta;
  • Vince chi riesce a far indovinare l’emozione.

Questo gioco servirà per conoscere meglio e definire le emozioni che provano i vostri bimbi.

Buon Divertimento!