Come gestire le emozioni nei bambini -parte 1-

Come gestire le emozioni nei bambini -parte 1-

Le emozioni sono delle reazioni mentali e fisiologiche che insorgono in risposta a stimoli interni o esterni. Servono a rendere l’individuo più reattivo difronte a situazioni in cui è richiesta una risposta immediata ed essenziale ai fini della sopravvivenza.

Esse rivestono una duplice funzione: 1) autoregolativa: permettono di comprendere se stessi; 2) relazionale: consentono di far sapere agli altri come ci sentiamo.

Il nostro rapporto con le emozioni dipende dalla nostra personalità, dalla nostri vissuti, dalle nostre esperienze e dalla nostra educazione. C’è chi riesce a comunicarle senza problema, chi tiene tutto dentro, chi pensa di non provarle, chi non vuole sentirle e chi deve provarle a tutti i costi.

Diversi studi evidenziano l’importanza di riuscire a comunicare le proprie emozioni sia con le parole che con i gesti. L’incapacità nel farlo costituisce un vero e proprio disturbo, l’alessitimia, responsabile di diverse malattie psicosomatiche: l’ansia, l’asma, i disturbi del sonno, i disturbi alimentari, ecc…

Viviamo in una società più orientata al fare che al sentire. Crediamo di essere più interessanti se raccontiamo cosa facciamo piuttosto che come ci sentiamo. Alla domanda: “come stai?”  rispondiamo il 90% delle volte: “bene grazie e tu?”, quando, invece, vorremmo esplodere di rabbia o di tristezza. Tutto questo ha delle conseguenze:

  • ci sentiamo soli;
  • crediamo che nessuno ci capisca;
  • costruiamo dei muri;
  • procediamo credendo che vada tutto bene fin quando non stiamo male veramente.

Con questo non voglio dire che dobbiamo raccontare a tutti come stiamo (ovviamente!); voglio soltanto invitarvi a sentirle, riconoscerle ed esprimerle a voi stessi e ai vostri cari, se lo ritenete opportuno.

Visto che in questa sezione del blog si parla dei bambini, vorrei offrirvi “la gestione delle emozioni” come strumento per conoscere i vostri figli, comprenderli e creare una relazione forte duratura con loro.

Prima di entrare nel vivo della spiegazione vi do questo consiglio: provate a non chiedere ai vostri figli “come state oggi?”, vi risponderanno con un semplice: “bene!”, oppure faranno scena muta. Provate, invece, a dire: “ti vedo felice oggi è successo qualcosa di particolare?”, oppure “mi sembri arrabbiato o triste, sai anche a me capita qualche volta di stare così!”.

Questo li farà sentire accolti e capiti.

Se non vi è un’educazione alle emozioni, davanti alla domanda: “come stai?” non sanno rispondere, non sono abituati ad ascoltarsi e, forse, neanche  a sentirvi raccontare qualcosa.

Per ora chiudo qui… nel prossimo articolo vedremo come si sviluppano le emozioni e come fare per riconoscerle.