Come facciamo a capire se nostro figlio sta affrontando un periodo di sofferenza così profonda da chiedere l’aiuto di uno psicologo?

Come facciamo a capire se nostro figlio sta affrontando un periodo di sofferenza così profonda da chiedere l’aiuto di uno psicologo?

Questa è la domanda più comune che mi viene posta dai genitori.

I bambini, si sa, non sanno spiegare il motivo della loro sofferenza, possiamo capire come si sentono osservando i comportamenti che mettono in atto.

Quando manifestano un atteggiamento anomalo per un tempo che si protrae per più di qualche settimana o mese, è bene fermarsi e capirne il motivo.

Fare prima di tutto un’autoanalisi, rispondendo a queste semplici domande:

  • c’è stata qualche rottura importante nella routine quotidiana del bambino in famiglia o a scuola?
  • come mi sento in questo momento della mia vita? Sono soddisfatto? Mi sento triste? Sono arrabbiato per qualche cosa?
  • la mia vita di coppia mi appaga o devo cambiare qualcosa?

I bambini sentono tutte le nostre emozioni e se c’è qualcosa che non va in noi sono i primi ad accorgersene. Non riuscendo ad esprimere questo turbine di emozioni attraverso le parole, lo fanno usando il comportamento: alcuni mordono, altri non mangiano, altri ancora manifestano un calo nel rendimento scolastico, ecc..

Un altro passo da fare è parlare con le maestre. I bambini passano molto tempo con loro e sono le prime ad accorgersi della presenza di un cambiamento. A loro potete chiedere:

  • come si comporta il bambino in classe;
  • come interagisce con i compagni e le maestre;
  • se notano delle differenze comportamentali nel corso del tempo.

Per fare questo vi deve essere piena fiducia nella maestra. Il loro lavoro e la loro presenza vi può aiutare a superare questo momento… sono delle esperte di Età Evolutiva sia teoricamente che praticamente poiché ogni giorno hanno a che fare con tanti bambini ognuno con sua storia e la sua personalità.

Infine, se valutate che “da soli” non riuscite a trovare la soluzione potete chiedere l’aiuto dello Psicologo, tenendo presente che questa figura non si occupa solo di patologia, anche di prevenzione. Un colloquio non deve per forza tradursi in una lunga terapia, possono servire anche dei consigli semplici e mirati.

Ricordatevi sempre che il fattore tempo è fondamentale, se notate qualcosa che non va intervenite subito… in modo da non far “crescere il disagio” e ripristinare il benessere.