Cosa sono le fobie specifiche?

Cosa sono le fobie specifiche?

Il mio modello terapeutico si basa su un Approccio Integrato che deriva dall’unione di diverse prospettive psicologiche. Spiegherò le fobie attraverso questo modello.

  • Natura: il DSM-5 definisce la fobia come una paura o ansia marcata verso un oggetto o verso situazioni specifiche. La persona che soffre di una fobia specifica, quindi, prova una paura marcata, persistente, sproporzionata non solo quando lo stimolo fobico è presente ma anche quando si aspetta di affrontare un oggetto o una situazione specifica.
  • Eziologia: trauma o delusione infantile da parte delle figure primarie d’accudimento, che si associa in maniera diretta, casuale o simbolica ad un oggetto fobico che ha rappresentato un grave pericolo per la sopravvivenza o il benessere fisico/psicologico del paziente.
  • Mantenimento: esistono due fattori di mantenimento delle fobie specifiche. Il primo è l’evitamento: i soggetti con fobia specifica evitano fortemente gli oggetti o le situazioni temute. Questa strategia ha come vantaggio la riduzione dell’ansia nel breve periodo, ma impedisce di apprendere che l’oggetto o la situazione temuta sono innocui e rafforza la fobia. Il secondo fattore è più complicato, poiché implica che fin quando non si riparino le ferite del Sè queste fobie restino nel paziente.

Descrizione di un caso: Simona 36 anni, è una stilista di livello internazionale che presenta fobie multiple legate alla paura di volare e di impegnarsi con l’uomo della sua vita. Questo gli impedisce di viaggiare per lavoro, di avanzare di carriera e di essere felice con la persona che ama.

Spiegazione e trattamento: La paura di volare si fonda su altre paure come quella di morire, di avere degli attacchi di panico o di sentirsi in trappola. Per Simona si trattava della paura degli attacchi di panico. Attraverso la fantasia guidata è stata in grado di ricordare un precoce attacco di panico. I suoi attacchi di panico affiorano anche quando le sue relazioni sentimentali cominciano ad essere troppo intime. La sua paura è legata al fatto di sentirsi in trappola e non poter scappare, questo rivela un problema di autodeterminazione, di non sentirsi padrona delle proprie azioni e di una serie di ferite del Sè. Il lavoro terapeutico con lei si è focalizzato sulla ricostruzione del suo Sè mediante la narrazione della sua storia, la focalizzazione sui suoi punti di forza e di debolezza (un vero e proprio lavoro sull’identità personale e la cura delle ferite), per poi offrirle una serie di strumenti per far fronte ad eventuali attacchi di panico.

 

Riferiementi: Barry E. Wolfe “Trattamenti Integrati per i disturbi d’ansia: la cura del Sè ferito”.